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Come nasce un brand

da | Nov 22, 2020 | Marketing

Costruire un brand da zero non è un compito affatto semplice e veloce, ci avete mai pensato? non è solo questione di nome, ma di creare qualcosa che possa essere non solo riconoscibile ma anche evocativo.

Proprio così: perché un brand non è un semplice nome o logo in un mercato di per sè super affollato, ma un’insieme di percezioni, che gli utenti hanno nel momento in cui interagiscono con l’attività in questione. Percezioni che però, possono essere almeno inizialmente “veicolate”.

Il primo passo: dall’idea di business al nome

Per iniziare a concepire il nuovo brand il primo passo da compiere è: farsi delle domande.

Non è uno scherzo, riflettere ed analizzare l’idea di business è un fondamentale punto di partenza.

Sicuramente già allo step precedente rispetto la creazione del brand, molte domande hanno già trovato risposta; in quanto per delineare un’idea di business differenziante e valida, molte analisi sono già state fatte. Ad ogni modo, riprenderle per rafforzare l’idea e prendere spunto lato brand non è mai da considerare un passo ridondante.

Ad esempio chiediamoci:

  • Chi è il mio pubblico?
  • Che tipo di azienda deve rappresentare?
  • Che aspetto deve avere?
  • Cosa deve evocare?
  • Che sentimenti deve suscitare nel pubblico di riferimento?
  • Chi è la concorrenza
  • Il prodotto o servizio che rappresenta, come si differenzia dalla concorrenza?

Personalmente adoro questa fase. Non mi sono mai sentita una “creativa” nel vero senso della parola, ma sono sempre stata convinta che le buone idee arrivano, basta attivare la mente, o meglio, “aprire la mente” ed essere ricettivi.

Prendo spunto spesso da quello che mi circonda, non solo dal web e dalla concorrenza, ed inizio a buttare su carta anche le idee e gli spunti più disparati. 

Come processo non è veloce, come dicevo all’inizio, ci si deve prendere il giusto tempo, perché altrimenti il risultato sarà banale. Il nome è davvero un aspetto importante, infatti avrà un impatto sul logo, sul dominio web, sul marketing, ma non solo; impatterà anche sulla customer experience dei clienti, perché, anche una risposta telefonica del servizio clienti inciderà!

Secondo step: dal nome al logo

Dopo aver fatto ricerca sul mercato e delineato emozioni, tratti differenzianti, ed il nuovo nome del brand, sarà possibile passare alla sua espressione di personalità.

L’espressione grafica di un brand ne viene delineata attraverso il logo. 

Il logo può essere di tre tipologie, e la sua definizione deriva puramente da una scelta di stile:

  1. logo grafico
  2. logo testuale
  3. logo combinato

Una volta definito quale aspetto il logo dovrà avere, si può passare a colori ed eventualmente font, sempre tenendo in considerazione che il logo ideale dovrebbe essere unico, identificabile e sempre adattabile a tutte le dimensioni (caratteristica purtroppo spesso trascurata ma che con il tempo porta spesso alla sua revisione).

La scelta dei colori da utilizzare e dei caratteri tipografici (font) aiuterà a definire il primo punto di partenza importante su cui costruire tutta la comunicazione visiva del brand.

La psicologia dei colori non è una scienza esatta, ma aiuta ad esprimere la personalità del brand, contribuendo attivamente a fissare nella mente delle persone l’idea di business ed i suoi valori.

I caratteri tipografici poi, uniti e formulati sulle diverse declinazioni, contribuiranno a rafforzarne l’immagine e le percezioni.

IMMAGINE scienza da colori

how to choose brand colors

Font

L’insieme di questi elementi, declinati sui diversi supporti, aiutano a mantenere la coerenza di tutto il brand. 

Terzo e ultimo passo: dal logo all’immagine aziendale

Un brand non è rappresentato solamente da nome e logo grafico, ma dall’insieme di declinazione visiva.

Si passa quindi dal logo all’immagine aziendale, attraverso la Brand Guideline, ovvero una vera e propria guida sull’espressività aziendale. In pratica, come un’azienda in tutti i suoi scritti deve essere rappresentata visivamente.

Ritorna quindi la scienza dei colori, e lo studio dei font per tutti i caratteri distintivi che saranno declinati non solo su supporti cartacei, ma anche sul web. 

La Brand Guide è un elemento importante e fondamentale per orientare tutte la comunicazione aziendale: aiuta a creare coerenza comunicativa ed un sorta di giuda che nel tempo viene mantenuta.

Facile altrimenti farsi attrarre da nuovi font e colori per i nuovi documenti,  ma in questo modo nel tempo si creerebbe confusione.

Gli elementi della brand Guideline?

  1. caratteri tipografici (font) da utilizzare per tutta la comunicazione aziendale
  2. colori da utilizzare per le call to action, colori ispirazionali, complementari per abbinare le creatività online e offline

Concludo l’articolo con qualche tool gratuito utile allo scopo

Designevo: un tool che non sostituirà mai un Grafico professionista, ma molto utile per avere qualche spunto di grafica e logo design e liberare la fantasia.

Namelix: un tool che supporta la creatività con qualche idea alternativa di naming.

Google Font: il tool online per eccellenza per visualizzare in anteprima i font e le loro combinazioni. Font Pair una valida alternativa.

Dalla teoria alla pratica..

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